Nunca me gustaron las despedidas y realmente, este día más que una despedida, para mí fue el comienzo de algo que ha nacido este año en Macerata. Quiero daros las gracias a cada uno de vosotros, porque todos habéis aportado para que esta experiencia y este año haya sido inolvidable. También a todos los miembros de la ESN y especialmente a vosotros, los que más cerca habéis estado de mí y con los que más tiempo he convivido. Habéis sido mi familia durante un año y lo seguiréis siendo siempre. Atrás han quedado momentos buenísimos, buenos y menos buenos que seguro recordaremos cada vez que nos juntemos. Me habían dicho que esta experiencia, el Erasmus te cambia la vida... y yo puedo decir que es cierto, y de que manera...
Nunca os olvidaré...


Non mi sono mai piaciuti gli addii e per me questo giorno più che un addio è un inizio di un qualcosa iniziato l'anno scorso a Macerata. Voglio ringraziare ognuno di voi, perché tutti avete fatto in modo che questa esperienza e quest'anno risultasse indimenticabile per me. Voglio ringraziare anche tutti i membri di ESN e specialmente a voi, che più di tutti mi siete stati vicini e con i quali ho trascorso più tempo.
Siete stati la mia famiglia per un anno e così sarà per sempre. Mi rimangono ricordi bellissimi, belli e meno belli che ricorderemo ogni volta che ci ritroveremo.
Mi avevano detto che questa esperienza, l'Erasmus, mi avrebbe cambiato la vita... e non posso che essere d'accordo, e come te la cambia la vita...
Non vi dimenticherò mai...

Héctor Gurdiel Mella (Erasmus)

 

 

 


Ponemos punto (y seguido) a 10 meses, a un ciclo, a una etapa que probablemente ninguno de los que hemos formado parte de ella olvidaremos jamás. Y digo punto y seguido porque me niego a cerrar esta etapa, me niego a decir que fui erasmus, lo seguiré siendo siempre, el resto de mi vida. Ahora que nuestra estancia llega a su fin me encantaría agradecer (y creo que hablo por todos) a todos los miembros de la ESN por su ayuda en todo momento, por su simpatía y por convertirse en nuestros “hermanos mayores” estos 10 meses. También me encantaría agradecer a todas aquellas personas que en mayor o menor medida han formado parte de esta experiencia, en especial a mis compañeros, mejor dicho, hermanos por hacerlo todo fácil, por conseguir que me sintiese como en casa aún estando a 2.000 km de mi familia, no tengo la menor duda de que no podía haber tenido más suerte en cuanto a amigos se refiere, ¡HASTA DE UN TERREMOTO SACAN ALGO BUENO!
Macerata
Compañeros
Experiencias
Amistad
Magnífico
Unión

Salvaje


Metto un punto a questi 10 mesi, a un ciclo, ad una tappa che probabilmente nessuno di quelli che ne ha fatto parte dimenticherà mai, e vado a capo. Punto e a capo, perché non voglio porre fine a questa fase della mia vita. Non voglio dire che sono stato Erasmus, continuerò ad esserlo sempre, per tutto il resto della mia vita. Ora che la mia permanenza si avvia verso la fine, pensando di parlare per tutti, voglio ringraziare i membri di ESN per il loro aiuto costante, per la loro simpatia e per essere diventati i nostri “fratelli maggiori” in questi 10 mesi. Vorrei anche ringraziare quelle persone che, chi più chi meno, hanno partecipato a questa esperienza, specialmente ai miei compagni, o meglio, fratelli, per esserlo diventati così facilmente. Per avermi fatto sentire a casa, pur essendo a 2000 km dalla mia famiglia, non ho nessun timore a dire che non avrei potuto avere più fortuna a trovare degli amici se non voi. Qualcosa di bello può nascere perfino da un terremoto!
Macerata
Compagni
Esperienze
Amicizia
Eccezionale
Unione
Bestiale


Javier Fernandez Abascal (Erasmus)

 

 

 


Il gala è forse l’evento più bello e triste dell’anno al contempo.
È il momento in cui, mentre balli scatenata in mezzo alla pista, ti accorgi che manca davvero poco alla fine di questo anno Erasmus.
La mia esperienza era già finita da qualche mese ma, proprio in quell’istante, sono riaffiorati nella mia mente tutti i ricordi di quella grande opportunità che è stata per me l’Erasmus: le risate, le esclamazioni e il “tanti auguri a te” in lingue sconosciute, le feste, le International Dinner (nelle quali noi italiani, ovviamente sabotati, arrivavamo sempre secondi!), i caffè nei bar del centro, le lunghe chiacchierate... Soprattutto però mi ha ricordato le feste di addio.
Ho appreso che, tutte quelle persone intorno a me, forse si rivedranno, rimarranno in contatto o, al contrario, non si incontreranno mai più a causa della distanza, del tempo e di scelte differenti. Si, perché dobbiamo dircelo: l’Erasmus è, ai miei occhi, un sogno bellissimo il quale però, da buon sogno che si rispetti, dura solo un istante e, appena sveglio, sai che non potrai mai più riviverlo. Sai che sognerai ancora, che vivrai altre bellissime avventure, ma nessuna sarà mai come quella appena vissuta.
Mi strattonano il braccio, scuoto un po’ la testa per cancellare i pensieri tristi e c’è un sorriso pronto davanti a me.
Forse avevo anche gli occhi arrossati, non lo so.
Però adesso si festeggia: abbiamo passato un anno stupendo.
Questa non è la notte degli addii, ma è la festa della breve, magnifica vita delle nostre esperienze Erasmus. 

Aurora Andreani (ESNer)

 

 

 

 

Mi hanno detto che l'Erasmus può cambiare la vita di una persona e in questi giorni capisco quanto tutto ciò possa essere vero.
Mi hanno detto che gli amici che si trovano in Erasmus, non saranno amici bensì una seconda famiglia. La famiglia delle risate, degli scherzi, delle difficoltà in un Paese straniero. Saranno la famiglia con cui si saranno condivisi pranzi, cene e mille uscite, e con un pizzico di fortuna anche la casa.
Quella famiglia strana, composta da persone diverse di nazionalità diverse, di cui si porterà sempre un ricordo nel proprio cuore.
Mi hanno anche detto che la città che si lascia resta nel cuore, come una seconda casa. In quella città dove sono successe tante avventure, dove ci si è persi e poi ritrovati, dove si è studiato, o quanto meno ci si è provato.
È difficile lasciare la propria casa di origine all'inizio, la vecchia vita, fatta di certezze, volti familiari, strade percorribili a occhi chiusi, persone che parlano la stessa lingua madre; però poi mi hanno detto che è ancora più difficile lasciare la città che ha accolto tutti, con nuove vie e viuzze da imparare, posti da scoprire, panorami sconosciuti da ammirare.
E così questo anno accademico è volato in un batter d'occhi, tra lezioni, viaggi e caffè italiani, e ora è giunto il momento di verbalizzare l'ultimo esame, prenotare il volo di ritorno, salutare la famiglia Erasmus e tornare a casa, nel proprio Paese.

Giuliana Morrillo (ESNer)