Come dice un vecchio detto, a volte ritornano! E infatti sono ritornata, dopo due anni, prendendo parte alla prova per la Borsa di Studio di ESN, “Il tuo Erasmus con ESN”. Non era solo la data ad essere cambiata, ma anche il mio ruolo: nel 2014 ero la presidentessa di commissione, quella che aveva il potere di decidere le sorti di quei ragazzi che per me per quei giorni sarebbero stati “solo dei numeri di matricola” ( e l’ho detto davvero! Se ci ripenso, poveri ragazzi: non auguro a nessuno di sentirsi dire queste cose prima di una prova scritta!); quest’anno stavo dall’altra parte della barricata e toccava a me scrivere il fantomatico tema! Eh si, perché per poter vincere una delle sette borse di studio messe in palio da ESN dovevo scrivere un tema capace di convincere 3 livelli di commissioni. Un’impresa non facile, anche perché il tema non l’avremmo saputo se non al momento stesso di iniziare la prova: giusto per gradire un po’ di ansia, che non guasta mai.
 

In realtà adesso, dopo aver vissuto questa esperienza da entrambi i lati, sia da esaminatore che da esaminanda, devo dire che mi sono goduta di più questa seconda esperienza. Forse sembrerà strano, ma preferisco l’ansia e l’agitazione di dover lavorare per guadagnarmi qualcosa, un voto o una borsa in questo caso, piuttosto che dover decidere a chi spetta quello stesso premio. Non perché non mi piaccia prendermi una tale responsabilità: mi è piaciuto moltissimo leggere i temi dei ragazzi di due anni fa, sono stati davvero bravi! Ma mentre noi della commissione di quell’edizione ci confrontavamo sui temi che secondo noi potevano passare al secondo livello, mi rendevo conto che non è affatto facile giudicare dei temi. C'è chi guarda più la forma, chi invece più il contenuto; chi ha bisogno di essere catturato dalle prime due righe del tema per leggerlo tutto altrimenti lo scarta a prescindere e chi si sforza di leggerlo dall'inizio alla fine; chi lo rilegge più di una volta per dare un giudizio più obiettivo e chi invece giudica sull’onda delle sensazioni che scaturiscono da una prima lettura. Sono tutti metodi diversi, e non ce n’è uno migliore di un altro: allora come fai a sapere se i tre che hai scelto sono davvero i migliori o se invece hai sbagliato qualcosa?
 

Fortunatamente quest’anno mi sono risparmiata milioni di film mentali, potendomi semplicemente concentrare sulla parte più divertente: scrivere. Devo dire che mi è sempre piaciuto farlo, fin dalle elementari: dopo il detective Conan e il poliziotto, il mio sogno era quello di essere la signora Fletcher, scrittrice e cacciatrice di animali (due piccioni con una fava!). Quindi, quando mi sono presentata a Polo Pantaleoni per la prova, ero abbastanza tranquilla. Secondo me, la traccia di quest’anno era favolosa: come il viaggio possa cambiare la visione che una persona abbia del mondo, come l’Erasmus e noi stessi possiamo convincere le persone a uscire dalla loro confort zone e abbattere quelle barriere mentali e fisiche che incontriamo. Beh, per una ragazza che si accinge a fare il suo secondo Erasmus, direi che queste sono delle parole che sono quasi un mantra. Infatti ho scritto moltissimo, mi faceva malissimo la mano!

Non so quale sarà l’esito della prova e non so se il mio tema possa vincere una delle borse. So che mi è piaciuto scrivere su qualcosa che mi sta a cuore, che spero sia leggibile e scorrevole e che non abbia fatto strabuzzare gli occhi ai membri della commissione (i grammar-nazi sono sempre in agguato, sappiatelo!). Sono contenta che esistano delle possibilità del genere per noi studenti che partiamo per l’Erasmus, in quanto chi è partito o partirà sa che una borsa in più fa sempre comodo. E di questo ringrazio ESN, che ci da una mano in questo e in altri migliaia di altri modi di cui forse nemmeno ci accorgiamo!

 

Chiudo con una considerazione: commissione siate clementi, non sia mai che vi troviate dall’altra parte della barricata con un vostro esaminando che vi corregge il tema, come è successo alla sottoscritta! Il mondo è piccolo, gli ex Erasmus lo sanno: ma a volte può diventare una fregatura!

Martina De Luca